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Scegliere la piattaforma di gestione dati giusta per te

In passato, si è parlato tanto e a lungo di piattaforme di gestione dati, le cosiddette DMP (Data Management Platforms), delle ottime cose di cui sono capaci e del perché le aziende dovrebbero usarle.

E non siamo gli unici. Probabilmente ti sarai imbattuto in migliaia di blog, articoli e white paper sull’argomento. Sai già che una DMP è ciò di cui hai bisogno. Aiuta a creare un pubblico e sviluppare una comunicazione di rilievo in tempo reale. Rende l’acquisto di spazio pubblicitario più efficiente per la tua attività di marketing. Quindi è arrivato il momento di acquistarne una, no?

Non proprio… da un paio d’anni a questa parte, le DMP sono la novità sul mercato e diverse aziende, per la fretta di acquistarne una, sono rimaste scottate.

Ci sono svariati motivi per cui accade una cosa del genere. Acquistare una DMP in formato SaaS (Software as a Service) crea degli ostacoli non indifferenti. Si tratta di un’integrazione lunga e potenzialmente costosa, il che vuol dire che le aziende potrebbero non vedere alcun ritorno sugli investimenti per un bel po’. Oltre ai tempi di implementazione, le aziende spesso non partono avendo obiettivi e processi ben chiari. Bisogna sapere a chi appartiene il progetto (dalla leadership generale alla gestione giornaliera) e avere una strategia chiara con obiettivi chiari per poter misurare il successo in maniera adeguata.

Per capire come far funzionare al meglio una DMP, dobbiamo approfondire e comprendere alcuni di questi problemi.

Storicamente, le DMP sono sempre state di tipo SaaS. Una soluzione DMP SaaS comporta un impegno non indifferente, con un contratto che di solito dura almeno due anni. Il processo di implementazione richiede un lavoro enorme e un numero di risorse significativo, e tutto ciò prima di vedere un solo euro di ritorno sugli investimenti.

Per questa procedura bisogna impiegare un intero team. Ma come può un’azienda mettere su un nuovo team senza una strategia e senza competenze preesistenti? Ci si trova in una situazione del tipo ‘è nato prima l’uovo o la gallina?’.

Stando a un recente sondaggio, il 59% degli addetti al marketing adottano una strategia di marketing d’impresa, il 47% possiede gli strumenti adatti, ma il 65% non sa come usarli adeguatamente. Le DMP si inseriscono perfettamente in questo quadro generale.

Abbiamo gli strumenti, ma non sappiamo come usarli.

Paragone con il marketing paid search

Problemi simili si sono avuti quando la paid search ha acquisito popolarità come canale pubblicitario. Ci trovavamo di fronte a un ecosistema complicato e a un processo che richiedeva la totale attenzione di un gruppo di persone qualificate. La risposta? Le aziende si sono rivolte a fonti esterne, selezionando partner con le competenze necessarie che potessero gestire la paid search al posto loro.

In seguito è stato possibile sviluppare quelle competenze internamente, e così hanno fatto in molti. Tuttavia, molte aziende continuano a usare con successo i modelli di esternalizzazione, e il fenomeno non accenna a diminuire. Perché dovrebbe funzionare diversamente per le DMP?

Se ci pensiamo un attimo, un approccio volto all’esternalizzazione ha più senso per le DMP che per la paid search. Una DMP è una tecnologia più complessa e potenzialmente può avere un impatto enorme su una vasta gamma di aree aziendali. È importante fare tutto come si deve, quindi perché non seguire il modello paid search (almeno all’inizio) e affidarsi a una fonte esterna?

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Blog su marketing e conoscenza del cliente 27 novembre, 2017 di Kunal Jogia.