Novembre 2004, numero 10
La Newsletter elettronica di Experian Italia


 

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Il mercato delle carte di credito in Europa: analisi e previsioni....»»»

 

Germania e Francia leader europei

dell'insolvenza...»»»


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Il mercato delle carte di credito in Europa: analisi e previsioni

Il recente rapporto Lafferty* fornisce un'accurata analisi del mercato delle carte di credito ed una previsione dell'evoluzione di tale mercato fino al 2005. Vengono presi in considerazione i vari paesi europei. Da un primo approfondimento (vedi tabella1) si evincono alcune importanti considerazioni:

  • Il Regno Unito domina il mercato delle carte di credito, mentre la Germania resta il regno incontrastato delle carte di debito
  • La penetrazione delle carte di debito risulta essere ampiamente maggiore di quella delle carte di credito in quasi tutti i mercati europei
  • Alcuni mercati emergenti quali Irlanda, Grecia e Turchia mostrano segni di alto potenziale per il mercato carte di credito
  • Le carte privative (per la maggior parte rappresentate da carte retail) giocano un ruolo importante in Svezia, Finlandia e Belgio.

Un ulteriore approfondimento (vedi tabella 2) differenzia il livello di spesa tra carte di credito e di debito e dimostra come l'utilizzo delle carte di debito risulti essere maggiore in alcuni mercati quali Francia, Germania, Danimarca, Belgio, Olanda, Spagna e Italia, mentre in Turchia, Grecia ed Irlanda la diffusione e l'utilizzo delle carte di credito continua ad essere superiore. Si evince inoltre che esistono alcuni mercati molto piccoli, quali la Polonia, l'Ungheria e la Repubblica Ceca, che sono ancora “nuovi” al mondo delle carte di credito e nei quali potranno esserci grandi opportunità di crescita negli anni a venire.

Č inoltre interessante esaminare il diverso costo delle carte di credito (vedi tabella 3) nei vari paesi europei, in quanto esso riflette non solo la strategia delle società emittenti le carte di credito, bensì anche la differente situazione economica e legislativa dei singoli paesi. Le quote annuali risultano eliminate nei mercati maturi (vedi Regno Unito) oppure vengono applicate solo in caso di prodotti primari in mercati in sviluppo, come è il caso di Germania ed Irlanda. In mercati poco sviluppati, quali Danimarca, Svizzera, Repubblica Ceca e Polonia, la quota può essere molto alta superando anche € 240.

Infine nella tabella 4 viene evidenziato come il tasso di crescita del numero delle carte di credito e lo “spending” continuerà a crescere fino al 2005. Si prevede che alcuni mercati avranno una crescita esponenziale, mentre mercati già maturi continueranno a crescere, ma con tassi inferiori. Spagna, Portogallo e Italia offrono grandi opportunità di crescita alle società emittenti e ci si aspetta che lo sviluppo delle carte di credito nell'Europa del sud finalmente decolli. Si prevede che i tassi di crescita supereranno in molti mercati il 10%; sorte differente prevista per la Germania che rimarrà un mercato “resistente” con uno sviluppo moderato.

L'analisi precedentemente esposta viene confermata dalla relazione di Datamonitor**, che ha elaborato uno studio in cui viene analizzata la previsione di crescita del mercato delle carte di credito dal 2003 al 2007. Partendo da dati registrati nel 2002, si evince che il tasso di crescita in termini di “transato” in Olanda, Portogallo e Italia crescerà con valori a due cifre nei prossimi anni.
La crescita minore si avrà in Svezia, poiché in questo paese le società emittenti carte di credito devono combattere contro un problema di immagine derivato da cambi di tassazione negli ultimi anni. In alcuni punti le previsioni differiscono lievemente, ciò è dovuto al diverso intervallo temporale preso in considerazione.

* Fonte: "Credit Cards & Consumer Lending in Europe 2003-2005" Lafferty 2003.
**Fonte: “Western European Plastic Cards Databook 2003”, Datamonitor 2003.


Germania e Francia leader europei ... dell'insolvenza

Secondo l'ultima ricerca condotta da Experian®, insieme al principale Gruppo informativo finanziario tedesco, Creditreform (vedi tabella di riepilogo), è stato il Portogallo a sperimentare il più elevato incremento del tasso d'insolvenza rispetto al resto d'Europa. Nel 2003 infatti il tasso d'insolvenza delle aziende portoghesi è stato del 42% più alto rispetto a quello registrato nel 2002.

La Lituania al contrario ha visto il più elevato tasso di declino delle insolvenze, con un decremento complessivo del 26%, e 11 altri paesi europei (Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Slovacchia, Spagna e Regno Unito) hanno registrato anch'essi diminuzioni nei tassi d'insolvenza nel corso del 2003.

Guardando al panorama europeo, le insolvenze societarie sono aumentate in media del 3,5 %, passando da un totale di 174.359 nel 2002, ad un totale di 180.471 nel 2003. Nell'ambito delle principali 5 economie europee (Regno Unito, Germania, Francia, Spagna ed Italia), la Francia registra il più alto numero di insolvenze complessivo, con oltre 40.000 nel 2003. La Francia ha inoltre il più alto tasso d'insolvenza tra le “big five” con ben 163 società fallite su 10.000 nello scorso anno.

Segue immediatamente dopo la Germania, con 136 aziende fallite su 10.000 nel 2003 ed un totale di oltre 39.000 insolvenze registrate. L'Italia conta 16.000 insolvenze complessivamente, con un tasso d'insolvenza di 39 su 10.000 aziende. La Spagna, parallelamente, ha registrato 545 insolvenze nel 2003 con un tasso di 2 su 10.000 aziende, e nel Regno Unito, su 10.000 aziende 44 hanno generato insolvenze, per un totale di oltre 17.000 insolvenze registrate nel corso del 2003.

Tra le “big five”, solo il Regno Unito e la Spagna hanno sperimentato una diminuzione del numero di insolvenze, con un calo rispettivamente del 9,4% e del 13,4%. Al contrario Francia, Germania ed Italia hanno registrato un incremento rispettivamente del 6,5%, 5,5% e 3,2%.

Escludendo le nuovi nazioni che sono recentemente entrate a far parte dell'Europa (Malta, Cipro, Estonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Slovenia), l'Irlanda ha registrato il più ampio decremento percentuale delle insolvenze tra le nazioni europee, diminuendo il numero di insolvenze nel 2003 del 16,6%. In seguito all'abbassamento della pressione fiscale, l'Irlanda è diventata una location molto ambita dalle compagnie straniere che hanno contribuito al boom della sua economia. In confronto l'Irlanda del Nord ha visto un aumento delle insolvenze del 42%.

Commentando questi numeri, Phil Cotter, Direttore Generale della divisione Experian che si occupa di Business Information, ha detto: “L'elevato livello di insolvenza in alcuni paesi mostra quanto sia difficile minimizzare il rischio per coloro che esportano. Quando si tratta di fare business, sia nel Regno Unito che all'estero, è d'importanza vitale che le organizzazioni adottino tutte le misure necessarie per proteggersi dalle insolvenze e dai rischi. I requisiti dei processi di auditing, trading e reporting variano ampiamente al di fuori del Regno Unito ed è spesso difficile stabilire ed ottenere il livello di informazioni necessario per prendere decisioni creditizie sicure. E' perciò cruciale mettere in atto politiche di credito efficaci, che minimizzino il rischio e consentano alle organizzazioni di disporre di quante più informazioni possibili, al fine di decidere con chi effettivamente si vuole fare del business”.

“Attraverso le società di “credit reference”, come Experian, ed attraverso il nostro Servizio di Credit Report Internazionale si hanno a disposizione informazioni finanziarie e creditizie su milioni di compagnie straniere. Tali verifiche possono essere effettuate con regolarità attraverso tale servizio, disegnato appositamente per le aziende e volto a limitare la loro esposizione, perché saranno messe al corrente di potenziali problemi finanziari delle aziende con cui sono in affari.”

Anche in Italia il Gruppo Experian è oggi in grado di fornire i servizi di Business Information attraverso Experian Data Services, la nuova divisione del gruppo frutto della recente acquisizione di Equifax Italy srl.

Per ulteriori informazioni contattate il vostro Account di riferimento oppure telefonate allo 06-72422808 o scrivete a direzione.clienti@experian.it.

 

Le insolvenze in Europa


 

 

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