CONFERENZA
La crisi e i suoi effetti nella gestione del credito a famiglie ed imprese
La Conferenza ha offerto un'analisi del contesto economico e del mercato del credito, evidenziando strategie e strumenti in grado di supportare le organizzazioni nella prevenzione degli effetti della crisi.
Di seguito una sintesi degli interventi che hanno visto esperti Experian ed esponenti del mondo creditizio portare la propria testimonianza.
Visualizza l'intervento:
Il contesto economico e i trend di mercato
Luciano Manzo Presidente e Amministratore Delegato Experian International
Negli ultimi mesi abbiamo assistito alla prima crisi mondiale sincronizzata dell'economia moderna, scaturita dal collasso delle borse e delle piazze finanziarie. Alla base di questo disastro della finanza globale vi sono diversi fattori: un mercato poco attento al rischio di lungo periodo, schemi incentivanti che hanno incoraggiato l'eccessiva esposizione, un'errata valutazione degli assett da parte delle agenzie di rating ma anche una scarsissima presenza degli Stati e della comunità internazionale, con interventi regolatori tardivi e superficiali nei settori finanziari.
Gli effetti di questa crisi finanziaria non hanno tardato a farsi sentire nell'economia reale provocando il crollo della produzione industriale e del commercio internazionale con il conseguente fenomeno del credit crunch, che ha investito più o meno pesantemente i mercati creditizi di tutto il mondo.
Il fenomeno del credit crunch trova poi terreno fertile in un atteggiamento d'”isterismo creditizio” ovvero la tendenza a passare repentinamente da una situazione di ampia esposizione di portafoglio ad un forte restringimento delle maglie del credito. Si tratta di un fenomeno piuttosto pericoloso perché se da una parte contribuisce sì a diminuire l'esposizione della banca, dall'altra ha effetti negativi in termini di redditività, competitività e perdita di quote di mercato.
Inoltre, se in tale fase economica è del tutto logico per le banche non trascurare i propri obblighi di prudenza, è altrettanto razionale adattare al contesto i parametri di stima del rischio impiegati per la valutazione delle imprese. Solo attraverso l'utilizzo di strumenti di risk assessment puntuali e tempestivi le banche possono distinguere tra le aziende che, pur in momentanea crisi di liquidità, sono sostanzialmente solide, e quelle che invece rappresentano un rischio effettivo di default.
Investire in strumenti di valutazione del rischio ha quindi il duplice effetto di aiutare le banche a contenere i rischi e a non perdere opportunità di business. Experian sta infatti lavorando con molti istituti nazionali ed internazionali, che hanno compreso la criticità di quest'aspetto, per affinare i sistemi di valutazione e monitoraggio del portafoglio crediti alle imprese; ultimamente negli USA sta anche contribuendo alle analisi di stress test imposte dalle autorità al sistema bancario.
L'impiego di informazioni e strumenti decisionali efficaci è in grado di cambiare radicalmente il corso degli eventi, ed aiuta ad evitare conseguenze, talvolta, disastrose. Un'analisi retrospettiva svolta negli Stati Uniti su un campione di portafoglio, ha dimostrato che con i sistemi di valutazione Experian sarebbe stato possibile rilevare un progressivo peggioramento della qualità del credito già all'inizio del 2005, evitando nel 2008 l'”effetto sorpresa” causato dal crollo improvviso dei rating tracciati dalle agenzie esterne.
L'utilizzo di strumenti efficaci di valutazione del rischio rappresenta quindi un fattore essenziale per le istituzioni bancarie e finanziarie ma anche per l'intero sistema economico.

Sfide e opportunità nella gestione del credito alle famiglie
Elio Vitucci Amministratore Delegato Decision Analytics, Experian
L'attuale contesto economico spinge le organizzazioni operanti nel settore del credito a rivedere i tradizionali paradigmi e le priorità associate alle attività di controllo della redditività del business.
Il settore del credito alle famiglie evidenzia alcuni elementi di criticità quali la contrazione dei volumi delle richieste, l'aumento del livello d'indebitamento delle famiglie, il deterioramento della qualità del credito.
Dopo anni di crescita a due cifre, il 2008 ha visto un forte rallentamento del credito alle famiglie e, per alcuni prodotti, una vera e propria riduzione. Occorre sottolineare che le crescita registrata negli anni precedenti aveva in parte contribuito a colmare il gap con paesi come Francia, Spagna e Inghilterra che presentano mercati più maturi.
I dati evidenziano inoltre che i segmenti di popolazione che tradizionalmente ricorrono al credito per aumentare i livelli di consumo registrano un incremento degli impegni mensili, finalizzati al pagamento delle rate.
Negli ultimi diciotto mesi lo stock di crediti scaduti e non pagati ha visto crescere il proprio peso in rapporto al totale dei crediti in essere. Le tendenze registrate per le nuove erogazioni evidenziano il rischio di un ulteriore innalzamento del livello di delinquency.
A fronte di tali evidenze le organizzazioni dovranno concentrare la propria attenzione, nel breve periodo, sull'ottimizzazione dei processi di gestione del portafoglio al fine di garantirne i desiderati livelli di profittabilità.
Sul portafoglio che non evidenzia ritardi di pagamento sarà opportuno implementare azioni mirate al mantenimento ‘in bonis' dei conti, con il duplice obiettivo di mantenere il cash flow atteso e di non impattare negativamente sui livelli di accantonamento. Sulla porzione di portafoglio rappresentata dal credito problematico le organizzazioni dovranno dotarsi di strumenti che le aiutino ad indirizzare efficacemente le azioni di recupero e di sistemi per la gestione ed il monitoraggio operativo e finanziario dei processi di collection.

L'erogazione del credito alle Piccole e Medie Imprese
Alberto Reale Direzione Risk Management, Gruppo Banca Carige
Il Gruppo Banca Carige, in un contesto economico complesso come quello attuale, è particolarmente attento a sostenere il comparto piccole–medie imprese, segmento core del Gruppo, mantenendo e ove possibile incrementando i volumi di credito erogati.
Accanto alle diverse azioni impostate a sostegno delle imprese in questa fase economica così delicata, la Banca deve comunque mantenere la massima attenzione nella selezione dei soggetti prenditori: il soddisfacimento della domanda di credito della clientela attuale e potenziale, non può infatti significare ridotta prudenza nella valutazione del merito di credito.
La gestione del trade off tra erogazione del credito e mantenimento di suo adeguato livello qualitativo e' supportata dall'impiego coordinato e consapevole di tutti gli strumenti sviluppati nell'ambito del Gruppo Carige, in ottica Basilea II. Particolare attenzione viene posta quindi agli strumenti che integrano la valutazione del merito di credito della clientela affidata e i modelli atti a stimare i diversi parametri di rischio quali ad esempio le Probability of Default o il tasso di recupero post default e l'impatto su tali parametri delle variabili macro-economiche.
I sistemi di rating del Gruppo permettono un'efficace valutazione sia della clientela già affidata sia della clientela di nuova acquisizione. Quest'ultima tipologia di clienti viene valutata tramite appositi modelli di accettazione, nello sviluppo dei quali il Gruppo Carige si è particolarmente concentrato, collaborando su diversi segmenti anche con Experian.
Per il comparto PMI, i modelli di attribuzione del rating di Carige, integrano componenti quantitative con informazioni di carattere qualitativo che consentono di cogliere l'effettivo valore dell'azienda: qualità del management, organizzazione, settore in cui opera, competenze che incorpora. Considerata la difficoltà di reperire questa tipologia di informazioni, diventa rilevante nel processo di valutazione il contributo del gestore che cura direttamente il rapporto con il cliente e che può fornire quelle informazioni più di natura qualitativa che consentono un'effettiva e compiuta valutazione.
Si può così concretizzare il feed back tra gestori e strutture di risk management: le informazioni che il gestore ha raccolto per l'imputazione nel processo di assegnazione del rating vengono restituite, adeguatamente rielaborate per diventare uno strumento operativo a supporto delle attività di erogazione: analisi di redditività, volumi di credito da concedere, rischio massimo sostenibile, prezzo da applicare. La definizione di tali fattori può essere supportata anche dalle evidenze relative all'applicazione dei modelli di stress test, così da poter scontare le possibili variazioni del rischio al variare di determinate condizioni economiche (PIL, Tassi d'Interesse, ecc… ).
Dal processo d'attribuzione del rating emergono utilissime informazioni che la Banca valorizza instaurando un dialogo di tipo consulenziale con la clientela affidata: proporre azioni semplici quali l'adeguamento dei massimali, il prolungamento delle scadenze così come la modifica della tipologia delle linee concesse in modo da renderle più adeguate alla struttura degli impegni dell'azienda, permette da un lato recupero d'efficienza gestionale dell'azienda e dall'altro una più efficace gestione del rischio che in altri termini significa poter disporre di maggiori risorse da destinare al credito delle imprese, sì da sostenerne la ripresa.

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