TAVOLA ROTONDA
L'impegno e il ruolo delle banche tra tutela del proprio portafoglio e sostegno al settore produttivo
La Tavola Rotonda ha affrontato il tema del credit crunch per il settore delle piccole e medie imprese italiane, mettendo a confronto due legittime ragioni: la necessità delle banche di tutelare la qualità del proprio portafoglio attraverso valutazioni di merito accurate ed il bisogno di liquidità delle PMI, cuore pulsante dell'economia italiana.
Sintesi del dibattito
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Mediatore: Myrta Merlino
Giornalista televisiva
Partecipanti: Prof. Umberto Filotto
Segretario ASSOFIN, Ordinario Facoltà Economia, Università Tor Vergata, Docente Senior SDA Bocconi
Luciano Manzo Presidente e Amministratore Delegato Experian International
Massimo Mucchetti Vicedirettore del Corriere della Sera
Sergio E. Rossi Dirigente Area Sviluppo del Territorio e del Mercato della Camera di Commercio di Milano
Domenico Santececca Direttore Centrale Responsabile Area Servizi di Mercato ABI
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Myrta Merlino ha guidato il dibattito stimolando i partecipanti al confronto sulle diverse problematiche in campo e su possibili scenari e soluzioni.
Sergio Rossi ha denunciato un concreto problema di accesso al credito per le piccole e medie imprese italiane, un sistema che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi e riposizionarsi sul mercato globale. Rossi ha inoltre rappresentato le forti preoccupazioni delle PMI penalizzate da valutazioni talvolta troppo severe, introdotte da Basilea e a suo avviso più adatte alla grande impresa, e dall'aumento delle garanzie richieste. Infine Rossi ha auspicato un totale ripensamento del rapporto banca impresa in chiave di partnership paritetica.
Domenico Santececca ha sottolineato come il settore bancario italiano, nell'attuale congiuntura economica, abbia dato prova di estrema solidità a vantaggio di tutto il Paese. Santececca ha confermato la validità di Basilea e richiamato l'attenzione sulla necessità di interventi statali a supporto delle PMI imprese, evidenziando come iniziative quali il fondo di garanzia per le imprese e, più recentemente, i Tremonti Bond rappresentino un passo avanti e siano di concreto aiuto per le aziende.
Umberto Filotto ha osservato come la crisi economica sia frutto anche di una fase di depressione psicologia a seguito di un periodo di euforia immotivata ed ha sottolineato la necessità di una più generale moderazione da parte degli opinion leader. Filotto ha inoltre auspicato un intervento delle istituzioni nel campo delle garanzie alle operazioni di cartolarizzazione, finalizzate al finanziamento di specifici settori.
Massimo Mucchetti ha offerto un'analisi della situazione evocando il pensiero dell'economista Louis Brendeis, che agli inizi del ‘900 teorizzò il credito alle imprese come Public Utility. Mucchetti ha evidenziato come questo approccio sia stato implicitamente praticato in Italia nel primo dopoguerra, contribuendo al miracolo economico italiano e come l'analisi di questa esperienza debba indurci a ripensare in modo non convenzionale il rapporto banca impresa. Mucchetti ha inoltre espresso qualche perplessità sui moderni sistemi di valutazione che talvolta stentano a far emergere la reale solidità della piccola e media impresa, legata anche al patrimonio personale dell'imprenditore.
Luciano Manzo ha evidenziato come in Italia non sia giustificato parlare di allarme rosso sul credito, nonostante alcuni segnali di deterioramento della situazione. Manzo ha inoltre spiegato l'importanza della simmetria informativa nel mercato del credito e affermato come attraverso strumenti di monitoraggio adeguati le banche possano più facilmente distinguere, all'interno del proprio portafoglio, tra le aziende che pur in momentanea crisi di liquidità sono sostanzialmente solide, e quelle che invece rappresentano un rischio effettivo di default.
Per richiedere la versione integrale del dibattito scrivere a direzione.comunicazione@experian.it

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