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Nuova Direttiva Europea sui dati personali entro la fine del 2010

Carlos Alonso
Experian Panorama Editor
Experian
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Viviane Reding, Commissaria Europea alla Giustizia, ai Diritti Fondamentali e alla Cittadinanza, ha dichiarato di voler aggiornare la Direttiva sui dati personali. Già Commissaria  dal 2004 al 2010, per la Società dell’Informazione e i Media, la Reding è nota per il Pacchetto Telecom, un insieme di direttive che ha unificato il mercato delle telecomunicazioni nell’Unione Europea, e ha incluso provvedimenti sulla protezione dei dati (eDirective). Il Pacchetto Telecom è stato approvato lo scorso novembre, dopo due anni di febbrili trattative.

Viviane Reding, European Commissioner for Justice, Fundamental Rights and Citizenship

Viviane Reding, al suo terzo mandato, è da quest’anno responsabile delle norme che disciplinano la privacy, i dati personali e il loro utilizzo da parte delle imprese. Una prima versione della Direttiva in materia è stata introdotta nel 1995, ma il dilagare di  nuove tecnologie e servizi - dai social network, al cloud computing, alla digitalizzazione degli archivi pubblici -  ne hanno reso necessaria una revisione. Come ha affermato l’ex  Commissario britannico all’Informazione Richard Thomas, “la direttiva è ormai datata. Un approccio moderno alla questione significa mettere il focus sui rischi reali, snellire le procedure e assicurare un corretto funzionamento pratico”.

Il processo di aggiornamento della Direttiva è appena cominciato. Dalle consultazioni pubbliche chiuse nello scorso dicembre sono giunte più di 160 proposte, a coronare una prassi che punta a raccogliere “i più diversi punti di vista  sulle problematiche relative alla protezione dei dati personali alla luce delle nuove tecnologie e della globalizzazione”, e a capire come  farvi fronte. Una prima bozza della nuova direttiva sarà pronta per l’autunno.

Quale sarà l’impostazione della nuova Direttiva?

Viviane Reding è nota come paladino dei consumatori. Ha costretto gli operatori di telefonia mobile a tagliare i costi di roaming e ad abbassare le tariffe. E anche se non ci sono ancora indiscrezioni sui contenuti e sugli impatti della direttiva, possiamo cogliere alcuni spunti interpretando il pronunciamento tenuto dalla stessa Reding a Bruxelles il 28 gennaio scorso, nella giornata della protezione dei dati personali, davanti a un buon numero di parlamentari europei. 

Viviane Reding, European Commissioner for Justice, Fundamental Rights and Citizenship

 

Nel suo discorso, ha insistito su aspetti nuovi e che saranno certamente oggetto di disciplina, e fra questi quelli inerenti a:

  1. le garanzie agli utilizzatori dei social network, con particolare riguardo alla  protezione dei dati personali e delle attività in rete dei minori;
  2. l’utilizzo di tag RFID, chip che possono contenere e trasmettere dati personali, in chiaro o criptati, come nel caso dei passaporti UE. L’uso di questi chip per la conservazione di dati personali e al di fuori del settore della logistica può infatti avere forti impatti sulla privacy degli individui;
  3. l’advertising comportamentale online, su cui la Reding ha dichiarato che “le sembra ovvio che i dati personali degli utenti non possano essere usati senza il loro consenso informato preventivo”;
  4. le notifiche delle eventuali perdite di dati personali. E qui va ricordato che nel suo incarico precedente la Reding ha già costretto le società di telecomunicazione a notificare alle forze dell’ordine e ai consumatori ogni falla nella gestione dei dati personali. Decisione peraltro controversa, dal momento che la comunicazione ai consumatori deve avvenire anche se il problema è stato risolto, con il rischio di creare  confusione e allarme ingiustificato tra gli utenti.

Infine, Viviane Reding ha più volte annunciato la volontà di incorporare nella direttiva il principio della  Privacy by Design, lanciato già negli anni ‘90 in Canada da Ann Cavoukian e che prevede che il rispetto delle norme sulla privacy e sui dati personali sia incorporato nei sistemi e nei processi, fin dalle prime fasi di progettazione e implementazione”.  Nell’aprile  di quest’anno, Peter Hustinx, Supervisore Europeo alla Protezione dei dati, ha confermato in più di un’occasione ufficiale questo orientamento, lasciando intravedere un maggior controllo sui gestori, e l’inasprimento delle loro responsabilità, civili e penali.

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