Experian Panorama
Articoli,interviste e dibattiti su argomenti nazionali e internazionali relativi all’esperienza business di Experian
Ottimizzare la collection oggi: ecco i fattori chiave
Simon Waller
Head of Collections
Experian UK & Ireland
http://uk.linkedin.com/pub/simon-waller/15/873/1a
I dati più recenti sugli insoluti delle più diverse forme di finanziamento (prestiti personali, mutui, credito al consumo, carte revolving etc.) hanno finalmente mostrato una situazione di stabilità, dopo la netta crescita degli ultimi 18 mesi. Però rimangono ancora al di sopra del livello di guardia. Banche e finanziarie devono così far fronte a un maggior numero di contratti che scivolano nell’insolvenza, e al cambiamento dei profili di rischio dei clienti. Se prima della crisi alcuni contratti erano considerati a rischio medio-basso e profittevoli, ora questi tendono a scivolare più spesso in collection.
Le strutture preposte alla gestione dei crediti sono sempre più oberate di lavoro, e poco cambia se anzichè investire in nuovi strumenti ci si limita ad ampliare l’organico.
Oggi più che mai infatti occorre investire in soluzioni, come quelle Experian, che permettono di implementare le tecniche più redditizie di collection e che, applicabili a ogni mercato e settore, vanno a minimizzare le perdite da iscrivere a bilancio.
Ogni mercato e ogni settore ha le sue peculiarità. Resta però il fatto che una gestione efficace dei crediti non può prescindere da alcuni principi di base.
1. Utilizzo di sistemi preventivi di scoring per la collection
L’uso di sistemi di scoring comportamentali che predicono l’evoluzione più probabile di un rapporto di credito nel breve termine (6 mesi) è ormai molto diffuso nelle banche e nelle finanziarie. Ma non basta. Occorre anche saper prevedere cosa accadrà da un mese all’altro, e adattare in corsa le strategie da mettere in atto. Gli specialisti della collection già adottano queste soluzioni preventive, che permettono di contattare il cliente ancor prima che scivoli in default, recuperando il rapporto con le azioni più adeguate.
2. Integrare i dati interni con fonti esterne
Banche e finanziarie che hanno un rapporto diretto con il cliente hanno a disposizione un flusso molto ricco di informazioni interne su cui basare le decisioni. Informazioni che però non possono che dare una visione parziale.. Solo facendo riferimento a una banca dati esterna è infatti possibile avere una visione completa dell’esposizione debitoria del cliente e di eventuali criticità con altri Istituti.
3. Dati per rilevare i cambiamenti comportamentali
Sapere come si comporta un soggetto in un dato momento è utile, ma lo è ancora di più avere una visione del suo comportamento finanziario nel tempo. Le variazioni comportamentali sono indicatori potenti per individuare eventuali anomalie e far scattare alert preventivi.
4. Stime di sostenibilità
In ogni portafoglio creditizio ci sono diverse categorie di consumatori: c’è chi ripagherà il finanziamento senza problemi, chi con ogni probabilità non lo rimborserà per niente (casi di frode o contestazioni), e chi, per circostanze esterne, come perdita del lavoro o divorzio, va incontro a un periodo, più o meno breve, di difficoltà finanziaria.
Disporre di stime di sostenibilità del debito vuol dire di avere il polso del debitore e poter mettere a punto le strategie di contatto e intervento più adeguate, anche per il mantenimento della relazione commerciale con il cliente.
5. Fine-tuning continuo
La sperimentazione di piccole varianti alla strategia corrente permette all’Istituto di collaudare, su piccoli gruppi e in maniera controllata, diverse tempistiche, modalità di approccio, tipi di messaggio e di segmentazione usate nel processo di collection. Ciò permette di capire quali sono le opzioni più redditizie nelle diverse circostanze. I risultati di queste varianti possono essere monitorati e comparati a quelli della strategia corrente, e entrarne a far parte una volta dimostrate le loro buone performance.
6. Workflow flessibile e gestione dei processi
La capacità di controllare in modo flessibile le strategie e le procedure di collection è un fattore chiave di successo. L’efficienza dell’operatività può solo migliorare con una gestione della collection sistematica e che si integri facilmente con tutti i sistemi che possono essere d’aiuto. Inoltre, l’integrazione dell’intera architettura software permette agli agenti di avere a disposizione tutti i dati dei clienti e i tool di produttività per migliorare la velocità e l’accuratezza delle decisioni.
7. Collector preparati
Occuparsi di collection richiede tatto e diplomazia, così come consistenti capacità di analisi, di comunicazione e di negoziazione. L’interazione tra collector e cliente spesso fa la differenza per il mantenimento della relazione commerciale. Ed è per questo che banche e finanziarie devono investire in formazione, per assicurarsi che le attività di collection siano condotte da agenti con skill adeguati.
8. Processo decisionale controllato lungo l’intero ciclo del credito
Il team operativo di collection non è solo responsabile di eventuali inefficienze nella riscossione dei crediti. Deve anche saper supportare, con la propria sensibilità, chi si occupa di gestione della clientela, nuova ed acquisita. Un’analisi adeguata dei clienti oggetto di attività di collection permette di identificare le scelte e le condizioni che poi generano problemi, ed evitare la ripetizione degli errori.
9. Focus sulle informazioni
Il monitoraggio è parte fondamentale di una corretta gestione di un portafoglio di crediti in collection. Sia da un punto di vista strategico, che da un punto di vista operativo, stimare le performance di recupero e collection nel tempo è fondamentale, per valutare l’effettivo utilizzo delle risorse, individuare trend attuali o potenziali nel portafoglio e nel mercato e continuare a migliorare.
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