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Banche e finanziarie: come minimizzare i rischi di frode

Matthew Eaton
Fraud Business Consultant
Experian Decision Analytics
matthew.eaton@uk.experian.com

Le frodi rappresentano per la criminalità un settore che vale in tutto il mondo parecchi miliardi di euro. Con l'avvento di Internet, di tecnologie sempre più sofisticate e di nuove libertà di movimento attraverso le frontiere, i frodatori possono colpire in più paesi, incrementare i loro guadagni e  ridurre le probabilità di identificazione e cattura.

Oltre a operare in più paesi, i truffatori stanno spostando il focus dalle frodi sulle richieste di credito ai furti d'identità tout-court. Questo fenomeno, che consente di prendere pieno possesso di un conto bancario, è particolarmente diffuso nel settore delle carte di pagamento e dei conti correnti. La tipologia di frode non è in sè nuova, ma ha conosciuto una forte crescita negli ultimi anni. I frodatori non si limitano quindi più a cambiare l'indirizzo di riferimento o a richiedere ulteriori linee di credito in capo a un terzo, ma diventano essi stessi utenti autorizzati ad accedere al conto. 

Ma oltre alle tipologie di frode condotte attraverso una terza persona ignara, non bisogna dimenticare le frodi condotte in prima persona, su cui le imprese del settore non devono abbassare la guardia, in particolar modo in tempi di crisi. E' proprio in questi periodi infatti che storicamente questo tipo di frodi aumenta, per una serie di motivazioni, prima fra tutte la contrazione  dell’offerta di prodotti creditizi specificamente indirizzata alla clientela che presenta i maggiori rischi di insolvenza. Questa condizione infatti spinge non pochi consumatori a utilizzare false credenziali per ottenere credito o a dichiarare redditi più elevati di quelli effettivamente percepiti per aggirare le valutazioni di merito creditizio. Banche e finanziarie dovrebbero quindi sempre mettere a confronto le precedenti richieste di credito per individuare irregolarità o discrepanze, primi indicatori di potenziali comportamenti fraudolenti.

Inoltre, banche e finanziarie devono mettere a fattor comune nella lotta alle frodi i dati interni con quelli di provenienza esterna, sia per adempiere alle normative di legge, sia per evitare perdite finanziarie e d'immagine. Per fare ciò, è necessario disporre però di una struttura dedicata e preparata a gestire il fenomeno, una struttura che, dove possibile, sia anche slegata dagli obiettivi di crescita dell'Istituto, o che abbia quantomeno una responsabilità diretta per quanto riguarda le frodi.

Sistemi automatizzati e procedure efficaci

Banche e finanziarie possono disporre di sistemi automatizzati all'avanguardia nell'identificazione di attività fraudolente. Questi sistemi permettono di verificare  i dati forniti dal richiedente, incrociandoli con quelli di banche dati interne ed esterne e di analizzarli con modelli statistici sempre più accurati, restituendo in tempo reale un report, sintetico o analitico, sulla qualità della richiesta.

Le imprese del settore, per combattere le frodi, non possono nemmeno esimersi dal  mettere a punto processi e procedure robuste e collaudate, aggiornate a cadenza regolare. Particolare importanza riveste anche la formazione dello staff operativo al loro utilizzo, e la riservatezza di queste procedure all'esterno.

Policy rigorose e condivise

A guidare tutte le scelte infine, deve esserci una policy interna su frodi e crimini finanziari, che si occupi di specificare nel dettaglio procedure, destinatari e responsabilità di ogni azione e di ogni passaggio. Anche in questo caso, è fondamentale che la policy interna sia conosciuta all'interno dell'Istituto, e che sia immediatamente consultabile in caso di dubbi. Questo perché non è il solo staff antifrode ad avere la responsabilità di prevenire eventuali fenomeni fraudolenti, ma anche gli operatori di sportello e le altre figure impiegatizie. E quando si ha a che fare con terze parti, ad esempio con i broker, la messa in atto di procedure specifiche che assicurino la genuinità e la consistenza di ogni operazione è ancora più importante.

Monitoraggio a tutto campo

Le attività degli intermediari devono essere infatti costantemente monitorate, proprio per minimizzare il numero di operazioni che possano rivelarsi fraudolente o insolventi.  Ma il monitoraggio stretto e costante deve andare oltre le attività dei broker, e abbracciare anche i livelli di insolvenza complessivi , in modo da avere un indice oggettivo delle performance e verificare su quali contratti sia più corretto concentrare le risorse di collection, e su quali invece più appropriato estendere i controlli, anche per poter ascrivere a bilancio le conseguenze di eventuali  frodi. L'analisi può anche servire per identificare nuovi trend e nuove tipologie di frode,  evidenziare debolezze nei sistemi e nelle procedure di prevenzione, e fornire elementi preziosi per ridefinire le linee guida della strategia antifrode.

L'importanza di una cultura antifrode

Tutti i punti elencati in precedenza sono importanti per contrastare il fenomeno. Vi è però un elemento centrale, che sta sopra ogni misura pratica intrapresa dalla banca e dalla finanziaria: la diffusione e la promozione di una vera cultura antifrode fra i dipendenti. Ad esempio, creando un ambiente dove i singoli individui possano denunciare senza timori le  frodi interne, dove i membri dello staff siano consci delle proprie responsabilità e dove la formazione antifrode sia continua e aggiornata.

Seguendo queste semplici misure, e centralizzando la prevenzione delle frodi in un team dedicato, banche e finanziarie possono fare molto. Possono ridurre in maniera significativa l'esposizione al fenomeno e proteggere il proprio business, favorendo condizioni operative che vanno a vantaggio di tutti:   dipendenti, manager,  investitori e clienti.

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