Experian Panorama
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Credito agli stranieri: l'informazione è la chiave per lo sviluppo
Cristina Iacob è Business Manager della divisione Consumer Information di Experian in Italia. Ha maturato significative esperienze in ambito bancario a livello nazionale e internazionale. Si è occupata di organizzazione aziendale, di processi di erogazione dei finanziamenti e di qualità del credito, conducendo importanti progetti di Risk Management e Compliance in ambito Basilea II. È in Experian dal 2008 come responsabile del portafoglio di soluzioni e strumenti di Credit Bureau.
Abbiamo intervistato Cristina Iacob subito dopo il convegno ABI "Migrant Banking: una sfida per l'integrazione", svoltosi a fine settembre a Roma.
Buongiorno Cristina. Innanzitutto, perchè un convegno interamente dedicato al tema del credito agli stranieri?
Perchè il migrant banking è un mercato che offre ancora grandi possibilità di crescita per chi eroga credito, e il convegno di oggi lo ha pienamente dimostrato.
Abbiamo riscontrato infatti la partecipazione di molti addetti ai lavori interessati a entrare in questo mercato con offerte specifiche, ma che chiedono il nostro aiuto per contenere i rischi e tutelare le esigenze di profittabilità.
Come definiresti lo scenario attuale delle offerte dedicate agli immigrati?
A parte qualche operatore di nicchia, molti Istituti sono rimasti alla finestra nel proporre offerte specificamente destinate agli immigrati, in attesa di strumenti specializzati per la segmentazione della popolazione. Si tratta infatti di un mercato molto diverso da quello tradizionale, sia in termini di domanda di credito, sia in termini di caratteristiche del richiedente, che spesso non ha una storia creditizia significativa nel nostro Paese, nè ha alle spalle una solida rete di garanzie. Ma con l'aumento del fenomeno dell'immigrazione, e il compimento del processo di integrazione, le banche e le finanziarie non possono più trascurare lo sviluppo di questo mercato. E ci chiedono sempre più spesso soluzioni ottimizzate sul comparto migrant.
Nello specifico, quali sono le soluzioni più efficaci per la segmentazione della popolazione immigrata?
Innanzitutto, dobbiamo tenere conto che dobbiamo colmare un gap informativo, e che quindi occorre sviluppare un intero sistema di strumenti e metodologie per arricchire e strutturare le informazioni. Non dobbiamo quindi pensare a un'unica soluzione, ma a un approccio esteso che unisca soluzioni tecniche ottimizzate ad altre meno convenzionali. Sgombriamo però il campo da equivoci: il Credit Bureau rimane di gran lunga lo strumento più predittivo per una corretta valutazione di merito creditizio anche in questo segmento. Ma spesso non basta.
Ad esempio, occorre affiancarlo con appositi modelli di scoring ottimizzati sul comparto migrant. E qui il riferimento è a modelli innovativi, che non si basano su variabili socio-demografiche, come l’età, il paese di provenienza e l’anzianità d’occupazione, bensì sull’analisi comportamentale del richiedente, andando ad analizzare la sua storia dei pagamenti, e combinandola con altre informazioni, come la ricerca di liquidità presso altri istituti e il livello di indebitamento.
La recente entrata in vigore della Direttiva Europea sul Credito al Consumo apre scenari interessanti, non è vero?
Esattamente. Un altro elemento molto importante per chi vuole operare nel segmento del credito agli stranieri è l'interoperabilità dei Credit Bureau. Se infatti i Credit Bureau nazionali possono essere non sempre efficienti, in particolare sugli immigrati più recenti, è probabile che un'interrogazione sui sistemi di informazione creditizia di altri paesi UE dia indicazioni più significative. Ma Experian permette già di andare oltre. Presente direttamente con Credit Bureau in 15 Paesi, tra cui nazioni extra UE ad emigrazione massiccia come Russia, India, Marocco e Brasile, può offrire, nei limiti consentiti dalla normativa vigente, una visione di scenario più ampia e completa. L'integrazione bidirezionale tra Credit Bureau non è tra l'altro una novità per Experian, che ha già da tempo messo in atto un'azione analoga tra il Credit Bureau inglese e quello spagnolo. L'interoperabilità dei SIC permette anche di superare eventuali rischi di frode, legati alla falsificazione dei certificati rilasciati dai gestori di Credit Bureau ai consumatori che ne fanno richiesta.
Cristina, in precedenza facevi riferimento anche a strumenti meno convenzionali per colmare il gap informativo tra immigrati e segmento tradizionale. Puoi spiegarci meglio cosa intendi?
Certamente. Mi riferivo alla possibilità, per avere un'informazione più completa, di stringere accordi con alcune tipologie di enti che operano sul territorio, come le organizzazioni no-profit, di microcredito, di integrazione sociale, i centri culturali, le comunità e le parrocchie. Queste organizzazioni possono fornire informazioni forse meno strutturate, ma comunque importanti per supplire alla mancanza di reti di garanzia reali e personali, con garanzie morali sulla buona reputazione dei clienti potenziali.
Le analisi Experian hanno dimostrato la possibilità di ottenere segmenti di mercato con tassi di bad rate attesi inferiori a quelli del segmento tradizionale. Un mercato che ora ha la possibilità di svilupparsi davvero in maniera significativa, e di contribuire a stimolare la crescita del settore.
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