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Open Banking: saranno i dati forniti dai consumatori a plasmare la nuova economia del credito

Cristina Iacob di Experian esamina i progressi fatti dall’Open Banking dalla sua introduzione e la sua evoluzione futura

Sono passati meno di 12 mesi dal lancio dell’open banking in Italia, che ha di fatto inaugurato una nuova era di innovazione e controllo da parte dei consumatori sul mondo dei servizi finanziari.

La natura rivoluzionaria di questa evoluzione ha fatto sì che alle prospettive idealmente positive si accompagnasse anche una certa dose di scetticismo.

Negli ultimi mesi, però, le cose sono progredite in modo significativo. Abbiamo visto emergere nuovi strumenti di gestione della finanza personale, che aiutano gli individui a gestire il proprio denaro in modo più efficace grazie agli insight aggiuntivi di cui possono disporre.

Negli ultimi mesi infatti, si è registrato un notevole aumento nel numero di persone che utilizzano i servizi di Open Banking. Nel marzo 2020, le chiamate API in Italia sono state poco meno di 1 milione, con un numero più triplicato rispetto alle 320.000 circa di dicembre 2019. Siamo molto lontani dai dati di altri mercati come UK (59,4 milioni di chiamate a maggio), ma l’incremento appare esponenziale.

Oltre ad affrontare il problema dell’esclusione finanziaria, le nuove fonti di dati hanno il potere di trasformare il percorso dei clienti e di offrire una più ampia gamma di opzioni finanziarie accessibili e dinamiche per coloro che gestiscono il proprio denaro sempre più in movimento, attraverso l’uso di dispositivi connessi.

I dati forniti dai consumatori, come le informazioni sulle transazioni rese disponibili attraverso l’Open Banking, possono svolgere un ruolo chiave anche per i finanziatori aiutandoli a comprendere meglio chi richiede un prestito e a prendere decisioni più informate sfruttando i dati di tendenza.

Dotato di questa consapevolezza, un prestatore può identificare i modelli di comportamento del credito nel tempo e di conseguenza prendere le sue decisioni. Si tratta di un’informazione particolarmente utile quando si acquisisce un cliente, ma che può anche tornare utile nel processo di relazione seguente, ad esempio aiutando gli istituti di credito a identificare in anticipo le persone che potrebbero avere problemi di rimborso prima che la situazione diventi ingestibile.

Le informazioni necessarie per estrarre tendenze significative dai dati esistono già, si tratta semplicemente di trovare il modo migliore per estrarle e sfruttarne il valore. Sia che si tratti di prestiti ad aziende o famiglie, è il miglioramento del modo in cui utilizziamo i dati che può portare a decisioni di prestito di qualità più elevata.

Oltre a fornire una maggiore scelta e convenienza ai clienti, i nuovi dati possono essere particolarmente utili per l’inclusione finanziaria della popolazione “invisibile al credito” – persone con poche o nessuna informazione finanziaria valida per una valutazione del merito creditizio – aiutandoli ad accedere sia alla finanza tradizionale che ad altri servizi pubblici cruciali online.

In Italia possiamo stimare in 12 milioni circa le persone virtualmente invisibili al sistema finanziario, perché non ci sono informazioni sufficienti su di loro per poter prendere decisioni. Questi consumatori, tipicamente appartenenti alle fasce più vulnerabili della società – giovani, precari, donne, immigrati… – sono generalmente esclusi dal mercato finanziario, il che ne riduce le loro opzioni di finanziamento ma, al tempo stesso, aumenta il costo di eventuali prestiti.

Per modificare questo trend è necessario aiutare un maggior numero di persone a integrare i propri dati direttamente nei file di credito al fine di migliorare la valutazione dell’affidabilità creditizia da parte dei prestatori. In questo modo potranno accedere a più prodotti e servizi, costruendosi un profilo finanziario completo di tutti i dati rilevanti, utili ai finanziatori per comprendere meglio il rischio di credito.

Stiamo tutti vivendo un periodo di importanti cambiamenti nel modo in cui i servizi finanziari vengono forniti. Sulla spinta dell’evoluzione normativa e di nuovi paradigmi come l’Open Banking, esiste una reale opportunità di stabilire una maggiore trasparenza e fiducia con i clienti utilizzando i loro dati in modo chiaro e coerente.

I dati possono guidare l’innovazione e apportare cambiamenti estremamente positivi al sistema finanziario. E la responsabilità è nostra, di chi opera nel settore del credito, chiamato a spiegare come i dati vengono utilizzati per ottenere risultati migliori. Solo dimostrando un autentico scambio di valori si può arrivare a un generale miglioramento dell’economia del credito per tutte le parti coinvolte.