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Il fondamentale ruolo della PSD2 nella valutazione del merito creditizio delle micro-imprese

articolo di Alessandro Cirinei, Commercial Solution Manager, Experian 

Quello che i dati tradizionali non dicono riguarda soprattutto i “sole trader” e il cosiddetto popolo delle Partite IVA, una categoria decisamente molto consistente di piccolissime imprese il cui accesso al credito è spesso limitato dalla scarsa quantità e qualità di dati disponibili per effettuare una valutazione adeguata.

I “sole trader”, ossia i lavoratori autonomi o che al massimo hanno un solo dipendente e non fatturano più di 300.000 euro l’anno, sono persone giuridiche difficili da monitorare ed hanno un comportamento di spesa che per certi versi somiglia a quello di un individuo.

A titolo esemplificativo, un idraulico che lavora autonomamente, acquista materiale utile al suo processo produttivo mettendo la fattura passiva in contabilità, ma al contempo usa il medesimo conto corrente per spese personali, come un parrucchiere, un estetista, piccoli importi al supermercato o un abbonamento alla palestra.

E’ proprio il comportamento relativo alle entrate e alle uscite del conto corrente che ha permesso a Experian di isolare i sole trader utilizzando la forza dei dati transazionali.

Una metodologia innovativa costruita attraverso algoritmi di “machine learning” e regole specificatamente pensate per identificare questo segmento, sia tra i conti appartenenti a persone fisiche e sia a quelli intestati a persone giuridiche.

A seguito dell’esperienza maturata in Italia nell’Open Banking, rileviamo infatti che il 18% dei conti intestati a individui, in realtà appartengono a delle micro-imprese mentre il 28% dei conti intestati a persone giuridiche, sono invece di proprietà di persone fisiche.

Ne consegue che sono tanti i conti anomali su cui occorre fare un’analisi approfondita per clusterizzare efficamente consumatori, aziende e sole trader.

Peraltro, una volta stabilito se il conto corrente appartiene a un “sole trader”, diventa essenziale accertarsi di poter aggregare tutti i conti associati per poter avere una situazione chiara relativa al cashflow e poter stimare la crescita o la contrazione del business.

Da questo punto di vista, la piattaforma di Open Banking di Experian, è in grado di facilitare tale aggregazione prima di procedere all’interpretazione e categorizzazione delle transazioni, considerando che in media un “sole trader” possiede 2,6 conti correnti, di cui il 30% sono appoggiati su banche diverse.

In conclusione, i dati ricavabili grazie alla PSD2 possono abilitare l’accesso al credito da parte di micro-imprenditori, migliorare i tassi di accettazione grazie a un’accurata valutazione dell’eleggibilità, aiutare a definire l’importo massimo erogabile e le caratteristiche della rateizzazione e ottimizzare le strategie di “early warning” e collection.

Lo score di valutazione del merito creditizio per le imprese sviluppato da Experian può garantire un GINI superiore al 64%, ulteriormente migliorabile con l’utilizzo di fonti dati tradizionali.

Posto che appena il 30% delle micro-imprese fa richiesta di un prestito bancario, e oltre il 10% di esse non lo richiede proprio per paura di vedersi rifiutati o per evitare di affrontare un lunga e burocratica istruttoria, si può facilmente intuire i benefici che l’open banking può portare in questo ambito.