Una situazione che si verifica per il quinto anno consecutivo e che registra un surplus di due punti percentuali rispetto al 2025.
L’aumento delle insolvenze è uno dei segnali più delicati per imprese, banche e operatori finanziari.
È infatti ciò che sta dietro ritardi e mancati pagamenti, tensioni di liquidità e maggiore prudenza nella concessione del credito: fattori che impongono una gestione più attenta del rischio fin dalle prime fasi del rapporto con il cliente.
In uno scenario in cui le insolvenze globali restano sotto osservazione e la stabilità finanziaria dipende anche dalla capacità di intercettare per tempo le posizioni più fragili, diventa essenziale adottare policy efficaci.
Tra le soluzioni più efficaci, troviamo quelle di ottimizzazione dei processi di lending, le quali consentono di agire in chiave preventiva sui mancati pagamenti, influendo positivamente sulla qualità delle analisi e sul processo di decision making. Tutto questo a fronte di un’attenzione alla sicurezza, un fattore parimenti centrale alla luce della crescita degli attacchi di frode online.
Perché crescono le insolvenze dei clienti
A pesare sull’aumento delle insolvenze globali è soprattutto il conflitto in Iran.
Secondo quanto evidenziato dalle analisi di Allianz Trade riportate da Sky TG24, l’andamento dell’economia globale resta strettamente legato all’evoluzione delle tensioni internazionali, con relative ripercussioni su commercio, costi energetici e liquidità aziendale.
Molto dipenderà dal fatto se nello Stretto di Hormuz si verificherà una normalizzazione del traffico entro il mese di giugno: una situazione che sarà comunque progressiva ma che se già fosse avviata sarebbe più che positivo.
Le prospettive sono infatti ancora più severe qualora ciò non avvenisse e subentrasse un prolungamento del conflitto. In questo scenario, le previsioni degli analisti parlano di un aumento del 10% nel 2026, a cui si aggiungerebbe un aumento del 3% nel 2027.
Ai fattori di natura geopolitica si aggiungono quelli macroeconomici, settoriali e comportamentali. Entriamo più nei dettagli.
Fattori macroeconomici, settoriali e comportamentali
L’aumento delle insolvenze non dipende da un’unica causa: non è correlato soltanto alla situazione geopolitica internazionale, nonostante la sua incidenza sia sotto gli occhi di tutti (e confermata dal Rapporto sulla stabilità finanziaria n. 1 – 2026 della Banca d’Italia).
Tra i fattori che stanno maggiormente modificando gli equilibri nella gestione del credito, troviamo soprattutto i seguenti:
- aumento del costo del credito e maggiore pressione sui finanziamenti;
- riduzione della liquidità disponibile per famiglie e imprese;
- rallentamento dei consumi in diversi comparti produttivi;
- aumento dei costi energetici e delle materie prime;
- maggiore volatilità in alcuni settori ad alta esposizione finanziaria;
- crescita dell’utilizzo di strumenti digitali di pagamento e credito al consumo;
- cambiamento nei comportamenti di acquisto e gestione del debito.
Per banche e aziende diventa essenziale adottare delle misure efficaci, così da individuare con maggiore rapidità i fattori di criticità e ridurre il più possibile l’esposizione alle insolvenze.
Come prevenire i mancati pagamenti già in fase di concessione
La prevenzione, con l’aumento delle insolvenze quale quello attuale, è la misura migliore e inizia fin dalle fasi di valutazione del credito ed eventuale successiva concessione.
I fattori oggetto di valutazione sono quelli standard, ovvero:
- profilo del cliente;
- capacità di rimborso;
- livello di esposizione finanziaria.
È qualcosa che passa da un’analisi dei dati accurata e di matrice professionale e dunque da un approccio orientato ai dati che contempla un’integrazione di analytics avanzati, automazione e strumenti di scoring nei processi decisionali.
Valutazione del merito creditizio e impostazione dei limiti di credito
La valutazione del merito creditizio e l’impostazione dei limiti di credito è ciò che più dà modo di individuare tempestivamente eventuali segnali di rischio, migliorando l’affidabilità delle valutazioni e rendendo più efficiente l’intero processo di approvazione del credito.
Oggi esistono strumenti dedicati alla valutazione del merito creditizio di ultima generazione che hanno per oggetto le persone fisiche. È questo il caso delle soluzioni di Experian, che adotta le tecniche più avanzate di Advanced Analytics in grado di accedere a fonti diversificate utili per prendere decisioni informate.
Risulta così possibile analizzare in modo più accurato comportamenti di pagamento, livelli di rischio associati ai singoli profili e, naturalmente, dati finanziari.
Si costruisce così una base solida per impostare limiti di credito coerenti rispetto all’effettiva capacità di rimborso del cliente, a fronte di una riduzione del rischio di sovraesposizione e di un migliore controllo complessivo del portafoglio.
Tale approccio può essere ottimizzato tramite l’inserimento di metodi predittivi e processi automatizzati, essenziali per velocizzare il decision making senza perdere di affidabilità e coerenza in ogni singola valutazione.
Monitoraggio continuo e intervento tempestivo sulle posizioni a rischio
Per contenere alla radice le conseguenze che derivano da clienti mancati pagamenti non basta investire in prevenzione.
Risulta parimenti necessario monitorare costantemente l’evoluzione delle posizioni, intercettando eventuali segnali di deterioramento prima che si trasformino in criticità concrete.
Tra gli strumenti più efficaci troviamo quelli di monitoraggio continuo e i sistemi di alert, i quali consentono di individuare le anomalie nei comportamenti di pagamento, variazioni del profilo di rischio o situazioni di tensione finanziaria.
Sostanzialmente, permettono di intervenire rapidamente in tutti quei cambiamenti che si verificano in corso d’opera, successivamente rispetto alla fase iniziale.
La tempestività si rivela un elemento centrale poiché incentiva una limitazione dell’esposizione al rischio, un miglioramento della gestione del credito e un’ottimizzazione delle attività correlate.
Il ruolo dei dati, del credit bureau e delle soluzioni digitali
In un contesto di digitalizzazione crescente del credito – e non solo per quanto concerne un fenomeno quale il digital lending – le moderne tecnologie, incluse quelle dell’IA generativa, assumono un ruolo sempre più strategico in tutto ciò che concerne la gestione del credito.
L’integrazione di informazioni aggiornate, analytics avanzati e strumenti di credit bureau – ovvero i sistemi che raccolgono e organizzano i dati relativi al comportamento creditizio di clienti e imprese – consente infatti di ottenere una visione più completa e dinamica dell’affidabilità dei soggetti valutati, in tutto il ciclo di vita del credito.
Scoring, analytics e automazione delle decisioni di credito
Le moderne soluzioni digitali non risultano un plus soltanto nelle attività di valutazione e analisi.
Parallelamente, stanno contribuendo ad automatizzare molteplici attività operative, con vantaggi su aspetti quali velocità, coerenza e capacità di analisi anche in presenza di volumi elevati sia di richieste che di dati da elaborare.
Qualcosa che concerne persino il credit scoring (o semplicemente scoring): una metodologia di stampo statistico che permette di valutare la solvibilità e l’affidabilità creditizia di un determinato soggetto. È dunque uno strumento tra i più efficaci nel contesto attuale di aumento delle insolvenze.
Anche gli strumenti di decisioning integrato svolgono un ruolo degno di nota. È questo il caso del motore decisionale di Experian, progettato per ottimizzare le decisioni di credito attraverso l’utilizzo combinato di dati, automazione e modelli predittivi avanzati.
Si ottengono così processi più rapidi, accurati e coerenti, a fronte di una migliore capacità di prevenire i mancati pagamenti e, al contempo, di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del contesto economico e finanziario.
In un scenario mai così incerto come quello attuale, ciò appare essenziale.
