Feb 2026 | Formazione

Sicurezza open banking: scopri crittografia, autenticazione SCA, protezione dei dati e come difenderti da frodi e minacce.

Si parla tanto di innovazione finanziaria, con l’open banking che, di fatto, è la frontiera più avanzata della rivoluzione. L’idea di condividere l’accesso ai dati dei propri conti correnti genera dubbi, eppure la struttura che sorregge questo sistema possiede fondamenta solide. Nelle fasi del processo digitale la protezione dell’utente occupa il posto principale.

Naturalmente, sin dagli albori di internet, abbiamo sempre conosciuto un aspetto: andare online richiede tanta consapevolezza. Le barriere fisiche delle banche tradizionali hanno ceduto il passo ai protocolli informatici di alto livello perché i sistemi stessi si sono evoluti.

Ogni transazione, scambio di dati o consultazione avviene all’interno di percorsi blindati. A questo punto è perfettamente normale chiedersi come e perché: per esempio, le soluzioni come Experian dispongono di una piattaforma end-to-end che gestisce e protegge quello che viene chiamato “flusso di informazioni”.

Come funziona la sicurezza nell’open banking

La sicurezza informatica applicata alla finanza somiglia a una rete complessa da comprendere, ma è bene sapere che è stata studiata per intercettare ogni possibile anomalia prima ancora che si trasformi in un rischio concreto grazie a determinati meccanismi. Vediamo quali.

Crittografia e protezione dei dati

Tutto comincia con la crittografia. Ogni informazione in viaggio tra il nostro istituto e un operatore autorizzato subisce un processo di cifratura, trasformandosi in un codice leggibile solo per chi detiene la chiave corretta. Questo scudo protegge il dato durante il passaggio tra i vari sistemi.

Qualora qualcuno riuscisse a intercettare il flusso, si troverebbe davanti a una sequenza di caratteri priva di senso, del tutto inutile. Tale meccanismo abbassa drasticamente le probabilità di successo per chiunque miri a sottrarre dati sensibili. La riservatezza dei nostri movimenti finanziari rimane così integra, con un livello di protezione abbastanza coerente con i moderni standard di sicurezza in caso di attacco informatico.

Autenticazione forte del cliente (SCA)

L’accesso ai dati richiede passaggi obbligatori definiti SCA, ovvero autenticazione forte del cliente. È un metodo che richiede l’uso di almeno due fattori distinti, come la classica password e il riconoscimento dell’impronta digitale. Solo la presenza simultanea di questi elementi autorizza le operazioni, in modo tale da tenere al riparo il patrimonio dai tentativi di accesso fraudolenti.

Standard di sicurezza e certificazioni

Dietro ogni transazione si muove un determinato apparato normativo e tecnologico per blindare l’accesso ai conti. In tal caso la “colonna portante” è la PSD2, una direttiva europea che impone l’adozione di API standardizzate, con lo scopo di evitare scambi di informazioni privi di controllo, dei binari sicuri su cui viaggiano i dati, protetti da protocolli come OAuth 2.0.

Esiste poi un sistema di identificazione certa per qualsiasi soggetto terzo abilitato a consultare i nostri dati. Attraverso certificati digitali qualificati, come i QWACs previsti dal regolamento eIDAS, ogni soggetto terzo deve dimostrare la propria identità prima di avviare qualunque dialogo con la banca.

La sicurezza è legata a doppio filo anche al GDPR. La privacy rimane l’obiettivo finale: il trattamento delle informazioni finanziarie avviene solo previo consenso esplicito, un potere che resta sempre nelle mani dell’utente.

Le minacce principali all’open banking

Essere informati sui possibili pericoli è la strategia di difesa migliore. Sebbene l’infrastruttura sia robusta, i tentativi di frode cercano spesso di colpire la persona piuttosto che il sistema informatico. Tra le tecniche più diffuse troviamo il phishing, ovvero quando tentano di sottrarre le chiavi d’accesso attraverso messaggi o e-mail ingannevoli. Spesso i truffatori creano siti speculari a quelli originali, sperando che l’utente inserisca i propri codici spontaneamente.

Restare vigili è fondamentale. Ogni volta che condividiamo i nostri dati finanziari, dobbiamo avere la certezza assoluta di farlo con partner certificati.

Come proteggere i tuoi dati finanziari

La protezione dei dati finanziari è naturalmente possibile: l’impegno deve essere condiviso tra le abitudini degli utenti e le tecnologie implementate per tenere al sicuro i dati.

Utilizzare password forti e autenticazione biometrica

Come anticipato, sono due i “cancelli” digitali: la password (meglio se scelta con una sequenza lunga, ricca di simboli e numeri) e la biometria, ovvero l’uso del volto, dell’iride o dell’impronta digitale per entrare nel proprio account. Lega l’accesso esclusivamente alla nostra presenza fisica.

Scegliere App e piattaforme certificate

Ci sono sempre i cosiddetti “rischi evitabili”, come per esempio affidarsi a software di dubbia provenienza per l’open banking. La selezione deve ricadere esclusivamente su applicativi autorizzati dalle autorità finanziarie, poiché queste piattaforme seguono protocolli di verifica rigorosi.

Gli operatori abilitati a consultare i conti sono in possesso di licenze specifiche, ottenute dopo aver dimostrato solidità tecnologica e rispetto delle normative europee. La verifica di queste certificazioni è un plus per chiunque desideri muoversi nell’open banking con una maggiore serenità.

Cosa fare in caso di violazione della sicurezza

Se sospettiamo un’anomalia, la cosa migliore da fare è agire tempestivamente, segnalando subito l’evento alla propria banca per consentire il blocco immediato delle credenziali. La velocità di reazione limita le conseguenze, perché permette di avviare le procedure di recupero previste dalle normative vigenti. Indispensabile è anche il monitoraggio continuo dei propri movimenti bancari.

Il ruolo delle banche e della normativa

Le istituzioni finanziarie e le leggi europee, come la PSD2, formano il quadro di protezione: la normativa, infatti, impone che l’utente mantenga sempre il comando. E c’è un motivo specifico, perché l’obiettivo finale resta sempre quello della trasparenza: le banche devono informare chiaramente su chi accede ai dati e per quali scopi, con ogni passaggio sempre tracciabile e verificabile.

Le soluzioni Experian sull’open banking

In virtù della complessità del settore, le realtà puntano alla massima affidabilità, come Experian, che dà la possibilità di usare una piattaforma end-to-end in cui tutto avviene seguendo le regole, con un approccio sicuro.

A testimonianza della protezione citiamo la licenza AISP (Account Information Service Provider) ottenuta presso la Banca Centrale d’Irlanda, valida in tutta Europa. La copertura è dunque totale per le imprese e per i privati: c’è infatti la possibilità di aggregare più conti, anche presso banche differenti.

Inoltre, i dati vengono categorizzati: sappiamo infatti che proprio le informazioni sono il patrimonio più importante che abbiamo al momento, e poter osservare il proprio storico in modo del tutto sicuro è un plus da non sottovalutare.