Apr 2026 | Digital Onboarding

Negli ultimi anni il digital onboarding è diventato uno dei pilastri della trasformazione digitale nel settore finanziario. Aprire un conto, richiedere un prestito o sottoscrivere un prodotto assicurativo avviene sempre più spesso completamente online.

Con l’evoluzione del regolamento europeo eIDAS2, questo processo entra però in una nuova fase. Non si tratta più solo di identificare correttamente un cliente: sarà necessario farlo con un livello di garanzia elevato (“high level of assurance”), tale da consentire l’emissione di firme elettroniche qualificate (Qualified Electronic Signatures – QES).

Per molte istituzioni finanziarie europee, questo passaggio rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti nel modo di progettare i processi di onboarding digitale.

La scadenza di maggio 2026 e l’evoluzione delle regole di identificazione

Il nuovo regolamento europeo Regulation (EU) 2024/1183, che aggiorna il framework eIDAS (Reg. 910/2014), introduce nuove regole per la gestione delle identità digitali e dei servizi fiduciari.

In particolare, l’articolo 24 aggiornato del regolamento eIDAS stabilisce che, per emettere un certificato qualificato per firma elettronica, il prestatore di servizi fiduciari qualificati (QTSP) deve verificare l’identità dell’utente con metodi che garantiscano un livello elevato di affidabilità. Questo può avvenire attraverso:

  • un European Digital Identity Wallet,
  • un mezzo di identificazione elettronica notificato con livello di garanzia “high”,
  • procedure di identificazione equivalenti certificate da organismi di conformità,
  • oppure tramite identificazione fisica. (european-digital-identity-regulation.com)

Gli atti di implementazione e gli standard tecnici necessari per rendere operativi questi requisiti stanno progressivamente entrando in vigore, e diversi elementi del nuovo ecosistema – tra cui gli standard di riferimento e i processi di verifica dell’identità – sono stati definiti con scadenze operative nel periodo 2025-2026. (cryptomathic.com)

Per questo motivo molti operatori del settore stanno indicando maggio 2026 come una milestone operativa per l’adozione di processi di remote identity proofing conformi ai nuovi standard europei, in particolare per l’emissione di firme elettroniche qualificate.

European Digital Identity Wallet: una promessa che arriverà nel 2027

Il regolamento eIDAS2 introduce anche uno degli elementi più innovativi dell’ecosistema digitale europeo: il European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet).

Questo strumento consentirà ai cittadini europei di:

  • conservare la propria identità digitale certificata,
  • condividere attributi verificati (es. nome, indirizzo, patente, titolo di studio),
  • firmare documenti digitalmente,
  • autenticarsi presso servizi pubblici e privati.

Secondo il calendario normativo, gli Stati membri dovranno rendere disponibili questi wallet quando il framework sarà pienamente operativo a livello europeo.

Questo significa che per diversi anni le istituzioni finanziarie dovranno continuare a identificare i clienti senza poter contare su wallet europei già diffusi, pur dovendo rispettare livelli di garanzia elevati.

In altre parole:
il wallet europeo sarà la soluzione definitiva, ma nel frattempo il mercato deve dotarsi di soluzioni di remote identity proofing equivalenti al livello “high”.

High Level of Assurance: cosa significa davvero

Il livello “high” di assurance non è semplicemente un processo di onboarding digitale più sofisticato.

Implica che l’identificazione del cliente:

  • garantisca un livello di affidabilità equivalente all’identificazione fisica,
  • sia verificabile e auditabile,
  • consenta l’emissione di un certificato qualificato per firma elettronica.

Per raggiungere questo livello vengono normalmente utilizzate tecnologie come:

  • verifica documentale automatizzata,
  • liveness detection e video-selfie biometrico,
  • controlli antifrode avanzati,
  • verifica delle fonti dati ufficiali,
  • validazione crittografica dei processi di firma.

Dal punto di vista tecnico, questi processi devono essere conformi agli standard europei definiti da ETSI (European Telecommunications Standards Institute), tra cui lo standard ETSI TS 119 461 per i processi di identity proofing utilizzati nell’emissione di certificati qualificati. (ETSI)

La risposta tecnologica: l’approccio di Experian

Per supportare le istituzioni finanziarie in questa transizione regolatoria, Experian ha investito nello sviluppo di una soluzione di digital onboarding progettata per soddisfare i requisiti eIDAS2 relativi all’high level of assurance.

La piattaforma consente di realizzare flussi di identificazione conformi sia in ambiente mobile sia in canali web, integrando in modo nativo:

  • verifica documentale automatizzata,
  • biometria facciale e liveness detection,
  • controlli antifrode avanzati,
  • orchestrazione dei controlli di identità e rischio.

Uno degli aspetti più rilevanti è la facilità di integrazione. La soluzione può essere implementata rapidamente nei sistemi esistenti delle banche e delle istituzioni finanziarie attraverso API e moduli di orchestrazione dei servizi.

Inoltre, la piattaforma può essere integrata direttamente con servizi di firma elettronica qualificata, conformi agli standard eIDAS e alle specifiche ETSI, consentendo ai clienti finali di firmare contratti digitalmente all’interno dello stesso flusso di onboarding.

Prepararsi al futuro: il connector per gli European Digital Wallet

Guardando oltre la fase transitoria, Experian ha sviluppato anche un componente progettato specificamente per l’ecosistema eIDAS2: un connector per l’integrazione con i futuri European Digital Identity Wallet.

Questo modulo permette alle istituzioni finanziarie di:

  • generare automaticamente QR code o deep link per l’identificazione tramite wallet,
  • ricevere e verificare i dati identificativi certificati dal wallet europeo,
  • importare questi attributi nei sistemi interni,
  • completare il processo con firma elettronica qualificata.

In questo modo le banche possono prepararsi fin da subito all’arrivo dei wallet europei, evitando di dover riprogettare i propri processi di onboarding quando questi strumenti diventeranno diffusi.

Un passaggio inevitabile per il digital lending e i servizi finanziari

Il percorso verso l’identità digitale europea rappresenta una trasformazione strutturale del mercato.

Per il settore finanziario significa:

  • identificazione digitale con standard uniformi a livello europeo,
  • contratti completamente digitali con pieno valore legale,
  • processi di onboarding più sicuri e interoperabili.

La scadenza del 2026 e l’arrivo degli European Digital Identity Wallet segnano quindi due tappe fondamentali di questa evoluzione.

Le istituzioni finanziarie che iniziano oggi ad adottare soluzioni di identity proofing ad alto livello di garanzia non stanno semplicemente adeguandosi alla normativa.
Stanno costruendo le basi per un ecosistema digitale europeo più sicuro, interoperabile e orientato alla fiducia.