Il pre-check prima del contratto: il rischio si sposta a monte
Dal 1° dicembre 2026 lo switch elettrico per i clienti domestici non morosi si dovrà chiudere in 24 ore. Lo prevede la delibera ARERA 58/2026. Cambiano anche le regole intorno: la richiesta parte dal venditore, lo switching diventa infra-mese e il SII introduce un Preliminary Check con verifiche su morosità, stato del punto e CMOR (corrispettivo di morosità). Per chi vende, il punto pratico è uno: dopo la firma non c’è più il tempo di rimediare.
Con questi tempi il rischio si sposta a monte. Infatti, finché lo switch durava settimane c’era margine per intercettare un’anomalia e correggerla. A 24 ore il contratto passa i controlli o viene respinto. E qui non c’entra solo la frode. C’entra anche il credito.
Lo switch rapido abbassa le barriere all’uscita. Il CMOR resta, ma il recupero a valle diventa più difficile, soprattutto sugli importi piccoli. Può crescere la morosità opportunistica: chi cambia fornitore in fretta per diluire o saltare le ultime bollette, il cosiddetto turismo energetico. Inseguire il rischio dopo lo switch costa più che selezionarlo prima.
A questo si aggiungono i volumi. Oltre il 76% dei domestici è sul mercato libero e l’acquisizione arriva da teleselling, porta a porta e digitale. Ogni canale porta errori diversi: dati battuti male, identità non verificate, consensi senza una prova solida, in alcuni casi frode. Senza un filtro in ingresso, tutto questo entra nel processo.
Il contesto in numeri
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Il digital onboarding sposta i controlli al momento della firma. Si verifica l’identità della persona con, si incrociano i profili con le banche dati antifrode tramite il sistema Sifrid e si valuta il rischio di credito prima di attivare il cliente. Experian fornisce soluzioni che applicano le policy, e tengono insieme identità, frode e credito in un’unica decisione che restituisce un esito subito: ok, da verificare, da bloccare o da attivare con condizioni.
Per i profili più esposti l’esito non deve per forza essere un no. Può essere un sì condizionato: deposito cauzionale o pagamento con carta, deciso in automatico in base al punteggio. Così si acquisisce anche dove altrimenti si rinuncerebbe, mettendo in sicurezza il valore della fornitura.
Il risultato è una selezione in ingresso più consapevole: meno respingimenti al Preliminary Check, meno frode, meno credito patologico, un portafoglio di qualità migliore. Sui volumi di acquisizione, è un controllo che si ripaga.
La riforma sposta il presidio del rischio dalla fase di incasso a quella commerciale. Il pre-check è dove quel presidio comincia.
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