Giu 2026 | Credit Risk Management

Il digital lending è al centro di importanti cambiamenti negli ultimi anni, a seguito delle innovazioni che stanno caratterizzando l’AI generativa.

Un’evoluzione rapida che interessa tanto i comportamenti degli utenti quanto la stessa innovazione tecnologica, a fronte di un’ottimizzazione crescente dei processi di lending volta a facilitare il processo di decision making in tempo reale.

Tutto questo nella più completa sicurezza, a fronte dell’adozione di strategie di “Near Real Time”.

Soluzioni che riescono a rispondere esaustivamente ai trend del credito attuali, caratterizzati da un nuovo modo per gli enti creditizi di gestione del credit risk.

Il quadro attuale del credito in Italia

Secondo quanto affermato dalla Banca d’Italia nell’Indagine sul credito bancario nell’area euro diramato il 28 aprile scorso, “nel primo trimestre del 2026 i criteri di offerta sui prestiti alle imprese sono rimasti invariati”, cosa che riguarda anche “i criteri di concessione dei prestiti alle famiglie”.

Stando inoltre alla ricerca Digital Lending: il credito digitale nell’era dei dati e dell’AI di Deloitte, la maggior parte delle comunicazioni avviene da mobile: il 60% dei clienti bancarizzati se ne avvale come strumento principale per accedere ai servizi, una stima destinata a raggiungere l’80% nel 2030; l’internet banking è invece stabile al 35%.

Sempre secondo quanto riportato da Deloitte, il digital lending è il vero trend del credito in Italia, dove funge da vero e proprio “motore strategico di ricerca”. Nel 2025 è infatti arrivato al 24% del totale credito, una percentuale destinata a raggiungere il 40% nel 2030, per un valore stimato intorno ai 60 miliardi.

Credito e famiglie

Nel segmento retail, le famiglie italiane mostrano un approccio prudente nella richiesta dei finanziamenti, seppur in un contesto di ripresa della domanda di credito.

L’attenzione resta concentrata soprattutto sulla sostenibilità delle rate e sulla capacità di gestione del debito nel medio periodo, in un contesto ancora influenzato dal costo della vita e dall’incertezza economica.

Gli istituti finanziari, dal canto loro, adottano modelli di valutazione sempre più evoluti per analizzare il profilo di rischio dei clienti, integrando dati tradizionali e strumenti digitali di scoring.

Questo consente di migliorare la qualità delle valutazioni e, di pari passo, di velocizzare i processi di approvazione del credito.

Andamento di mutui e credito al consumo

Come testimoniato dai dati della Banca d’Italia, la situazione dei trend del credito in Italia per quanto riguarda le famiglie è sostanzialmente stabile, soprattutto per i mutui.

In questo segmento la transizione digitale risulta più lenta perché più graduale e impattante. Gli enti creditizi rispondono adottando modelli predittivi avanzati tanto in fase di valutazione che di monitoraggio.

Le cose cambiano invece quando si parla di crediti al consumo, che presentano condizioni di maggiore rigidità.

Parliamo di un segmento che mantiene un ruolo rilevante nel panorama del lending italiano, sostenuto dalla diffusione di servizi digitali e modalità di pagamento sempre più flessibili.

Parallelamente, cresce l’utilizzo di strumenti di analisi avanzata dei dati per valutare in tempo reale l’affidabilità dei richiedenti e migliorare il monitoraggio del rischio.

L’evoluzione del digital lending sta quindi contribuendo a rendere i processi più rapidi, personalizzati e orientati all’esperienza cliente.

In questo contesto, Deloitte evidenzia una crescita a ritmi sostenuti del digital lending, in particolare per quanto concerne i prodotti come il BNPL, che ha toccato il +71% tra il 2020 e il 2025, a fronte di tassi di default in diminuzione e di ticket medi che appaiono contenuti.

Il settore maggiormente interessato è quello della moda, nel quale converge il 76% delle transazioni, per un pubblico target in prevalenza femminile.

Imprese: domanda in crescita e profilo di rischio in evoluzione

Nel mercato del credito alle imprese continua a prevalere un atteggiamento complessivo di cautela, influenzato dall’incertezza economica e dall’andamento dei costi operativi.

Il quadro è in evoluzione perché, nonostante secondo la Banca d’Italia nel primo trimestre del 2026, la domanda di finanziamenti da parte delle imprese abbia registrato una flessione, legata soprattutto alla riduzione delle esigenze connesse agli investimenti fissi, il digital lending rimane in ascesa.

Parallelamente, il profilo di rischio continua a evolversi in modo differenziato tra settori e dimensioni aziendali.

Le PMI risultano generalmente più esposte alla volatilità economica e all’aumento dei costi, mentre le imprese maggiormente strutturate mostrano una capacità di adattamento più elevata.

Gli enti creditizi rispondono rafforzando i sistemi di monitoraggio e valutazione del rischio, adottando modelli sempre più orientati all’analisi predittiva e all’utilizzo strategico dei dati.

Settori più dinamici e comparti sotto pressione

L’attuale scenario economico evidenzia differenze sempre più marcate tra i comparti produttivi sia in termini di accesso al credito sia per quanto riguarda il profilo di rischio.

Tra i settori che mostrano maggiore dinamismo figurano:

  • servizi digitali e tecnologia, sono sostenuti dagli investimenti in innovazione;
  • turismo e hospitality, risultano favoriti dalla ripresa della domanda;
  • energia e transizione energetica, appaiono trainati dagli investimenti infrastrutturali;
  • comparti legati alla digitalizzazione dei servizi finanziari e dei pagamenti.

Permangono invece maggiori criticità in alcuni settori più esposti alla volatilità economica e all’aumento dei costi operativi, tra cui:

  • automotive e filiera manifatturiera;
  • imprese energivore;
  • costruzioni, anche a seguito del ridimensionamento di alcuni incentivi;
  • PMI con minore capacità di assorbire l’aumento dei costi finanziari.

NPL e qualità degli attivi: dove si colloca oggi l’Italia

Sul fronte degli NPL (i crediti deteriorati), l’Italia si trova oggi in una posizione più stabile rispetto agli anni successivi alla crisi finanziaria, grazie alle operazioni di derisking portate avanti dagli istituti bancari negli ultimi anni.

Secondo la Banca d’Italia, la qualità del credito resta complessivamente sotto controllo, anche se il contesto macroeconomico continua a richiedere attenzione, soprattutto nei comparti maggiormente esposti alla volatilità dei consumi e dei costi energetici.

Parallelamente, il mercato degli NPE continua a mantenere volumi rilevanti. Lo conferma un articolo apparso su Il Sole 24 Ore a proposito dei trend del credito emersi durante il Market Watch NPL 2025, secondo il quale nei prossimi anni sono attesi volumi annuali intorno ai 20 miliardi di euro: un segnale di una gestione ancora molto attiva dei crediti deteriorati da parte degli operatori finanziari.

Il tema della qualità degli attivi rimane centrale per banche e finanziarie, che devono rafforzare le attività di monitoraggio del rischio attraverso modelli predittivi, analisi dei dati e processi di valutazione sempre più tempestivi.

Implicazioni per banche e finanziarie: come gestire il nuovo rischio di credito

I trend del credito in Italia indirizzano gli operatori verso un approccio sempre più dinamico, caratterizzato da un aumento sia della complessità normativa che dalla digitalizzazione dei processi e dall’uso crescente dell’IA.

Fattori che stanno modificando il modo in cui vengono effettuate le valutazioni creditizie e monitorati i portafogli.

Ed è proprio in tal senso che intervengono le soluzioni per banche e finanziarie come quelle di Experian, pensata a supporto degli istituti nell’adozione di modelli decisionali più rapidi, accurati e orientati alla prevenzione del rischio.

L’obiettivo è sia migliorare l’efficienza operativa, sia rafforzare la capacità di intercettare tempestivamente eventuali segnali di deterioramento del credito nonché le nuove esigenze della clientela.

Strategie di credit risk management e uso dei dati

Al centro di tutto c’è la gestione dei dati, nei trend del credito in Italia: un fattore essenziale nelle strategie di risk management.

Qualcosa che cresce di pari passo all’attenzione verso soluzioni in grado di garantire trasparenza, compliance normativa e rapidità decisionale, elementi ormai centrali nei processi di digital lending.

In un mercato del credito sempre più competitivo, la capacità di utilizzare i dati in modo strategico rappresenta quindi uno dei principali fattori distintivi per banche e finanziarie.