AML è l’acronimo di Anti-Money Laundering: il quadro internazionale di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Parliamo dunque delle procedure e dei controlli adottati dagli operatori finanziari per prevenire il riciclaggio di denaro e contrastare le frodi.
Negli ultimi anni questi processi sono diventati sempre più articolati anche in virtù dell’evoluzione delle normative – in particolare in ambito comunitario – e della crescente digitalizzazione dei servizi finanziari.
A richiedere particolare attenzione per banche, finanziarie e imprese risultano le pratiche malevoli che prevedono l’uso dell’IA, alquanto sofisticate. Si dimostra quindi fondamentale adottare strumenti in grado di rendere i controlli più rapidi, accurati e affidabili.
Il sistema di prevenzione delle frodi di Experian è progettato per supportare le organizzazioni nell’identificazione delle minacce, nella verifica dei clienti e nella gestione del rischio lungo l’intero ciclo di vita della relazione.
È perciò una soluzione efficace in chiave AML, intervenendo a difesa dalle diverse tipologie di frodi: furto d’identità, frodi creditizie, identità sintetiche e account takeover.
Che cos’è l’AML nel settore finanziario
Lo abbiamo già accennato, ma vediamo ora a proposito dell’Anti-Money Laundering cos’è nel panorama finanziario.
Si tratta dell’insieme delle misure adottate dagli intermediari finanziari per prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Non un singolo controllo, ma un sistema articolato.
L’AML supporta dunque l’ente finanziario durante l’intero rapporto con il cliente: dall’identificazione iniziale fino al monitoraggio.
A cosa serve l’AML? La sua introduzione è avvenuta in maniera graduale e su scala internazionale, con l’obiettivo di individuare tempestivamente eventuali comportamenti anomali e operazioni potenzialmente illecite. Questo per ridurre il rischio che il sistema finanziario venga utilizzato per finalità criminali.
Obiettivi normativi e soggetti obbligati
Da un punto di vista prettamente normativo, l’Anti-Money Laundering vede al centro un approccio risk-based. L’intensità dei controlli è perciò proporzionata al rischio di volta in volta associato al cliente e agli elementi di natura contestuale.
Secondo quanto riportato sul portale della Banca d’Italia, l’organismo di riferimento su scala internazionale è il GAFI – Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (altresì noto come FATF – Financial Action Task Force). È presente dal 1989.
Lato comunitario – e sempre secondo quanto riportato dalla Banca d’Italia – “la disciplina è stata oggetto negli anni di una crescente armonizzazione. Attualmente essa è costituita dalla quarta direttiva antiriciclaggio (n. 2015/849, come modificata dalla quinta direttiva, n. 2018/843), da Regolamenti delegati della Commissione Europea e da Linee Guida dell’Autorità Bancaria Europea (EBA).”
Pertanto, i soggetti tenuti ad applicare i controlli dell’AML sono:
- banche e istituti di pagamento;
- intermediari finanziari;
- imprese di assicurazione per i prodotti interessati dalla normativa;
- realtà attive nella finanza d’impresa;
- realtà del settore retail, in particolare quelle attive online;
- realtà della PA.
Come funzionano i controlli AML
I controlli dell’Anti-Money Laundering hanno una matrice sia nazionale che internazionale, a fronte di un mix di procedure differenti rispetto alla giurisdizione.
Combinano procedure preventive, attività di monitoraggio e controlli continui, adattando l’intensità delle verifiche al livello di rischio rilevato. Entriamo più nei dettagli.
Adeguata verifica della clientela (KYC) e profilazione del rischio
Il primo step è il cosiddetto KYC o Know Your Customer, ovvero la verifica del cliente, di cui viene validata l’identità, a fronte di una raccolta di informazioni che ha come obiettivo la comprensione del profilo di rischio.
La valutazione tiene conto di diversi elementi, in particolare:
- caratteristiche del cliente;
- natura del rapporto commerciale;
- tipologia delle operazioni richieste;
- eventuali fattori di rischio geografici o settoriali.
Queste informazioni consentono di applicare controlli proporzionati al singolo caso e di definire il livello di monitoraggio da mantenere nel tempo.
Monitoraggio delle transazioni e segnalazioni di operazioni sospette
L’AML non si esaurisce nel KYC; prosegue anche dopo l’avvio del rapporto con il cliente. Le transazioni vengono infatti monitorate per individuare eventuali comportamenti incoerenti rispetto al profilo assegnato o operazioni che possano far ipotizzare fenomeni di riciclaggio.
In presenza di anomalie, gli intermediari effettuano ulteriori verifiche e, quando ricorrono i presupposti previsti dalla normativa, procedono alla Segnalazione di Operazione Sospetta (SOS) alle autorità competenti.
Tecnologie e dati a supporto dei presidi antiriciclaggio
Le frodi attuali risultano più sofisticate rispetto a quelle del recente passato, complice il ruolo impattante dell’IA.
C’è anche da dire che le soluzioni di intelligenza artificiale generativa e machine learning hanno di pari passo migliorato le procedure dell’Anti-Money Laundering, rendendole più efficaci. Vediamo una panoramica delle tecnologie più utilizzate.
Automazione, AI e integrazione con credit bureau e liste di controllo
IA e machine learning sono a oggi le tecnologie principali utilizzate dall’Anti-Money Laundering per contrastare l’operato dei cybercriminali in tutte le fasi del processo.
Parliamo di approcci come machine learning, advanced analytics, AI Generativa, apprendimento non supervisionato e automatizzazione dei processi.
L’automazione, in particolare, consente di accelerare le attività di estrazione ed elaborazione dei dati, predisponendo con maggiore rapidità la documentazione necessaria per le verifiche.
A queste misure vengono affiancati ulteriori strumenti di supporto come:
- credit bureau: i SIC – Sistemi di Informazioni Creditizie consentono di integrare informazioni utili per una valutazione più completa del profilo di rischio;
- liste di controllo: comprendono liste sanzionatorie, soggetti politicamente esposti (PEP) e altri database utilizzati nelle verifiche antiriciclaggio.
Le soluzioni Experian contro le frodi complesse
La piattaforma CrossCore e ML di Experian è di stampo plug-and-play e consente di affrontare con più sicurezza e affidabilità un tema complesso e in costante evoluzione quale quello delle frodi, al centro dell’AML.
Si tratta nella fattispecie di una piattaforma integrata che permette di ottimizzare i processi di Anti-Money Laundering, intervenendo in chiave sia preventiva che analitica, facendo leva sulle moderne soluzioni personalizzate di analisi avanzate CrossCore, efficaci in molteplici situazioni differenti.
Il risultato è un approccio scalabile e innovativo, flessibile e personalizzato, che consente di orchestrare molteplici soluzioni di prevenzione delle frodi all’interno di un’unica interfaccia.
Il sistema contempla diverse fonti informative e strumenti di analisi, permettendo agli operatori di adattare i controlli ai diversi livelli di rischio e di prendere decisioni più rapide e consapevoli, senza compromettere l’esperienza dell’utente.
