Ago 2026 | Formazione

Il digital lending sta ridefinendo il modo in cui consumatori e imprese accedono al credito, a fronte di processi sempre più rapidi, digitali e basati sull’analisi dei dati.

In Italia il fenomeno sta attraversando una fase di forte e costante accelerazione.

A confermarlo sono i dati dell’Osservatorio Digital Lending di Deloitte, Experian e CeTIF – Università Cattolica del Sacro Cuore, secondo i quali nel 2025 il canale digitale ha raggiunto il 24% dei volumi erogati; le previsioni dicono inoltre che “entro il 2030 varrà il 40% del mercato del credito” (fonte: Osservatorio Digital Lending 2026 – Deloitte – Experian – CeTIF).

Per gli istituti finanziari diventa dunque essenziale indirizzarsi verso un’ottimizzazione del processo di prestito, da perseguire con un’integrazione di dati, scoring e strumenti di decisioning. I servizi proposti per tale ambito da Experian permettono di ridurre tempi e frizioni, grazie a informazioni aggiornate e affidabili che fungono a supporto delle valutazioni.

Il digital lending oggi: un processo sempre più rapido e data-driven

Il digital lending è nato inizialmente come un canale informativo. Oggi, però, è molto di più: si sta affermando come un modello sempre più centrale nell’offerta di banche e finanziarie.

All’origine di questa evoluzione troviamo il cambiamento delle abitudini dei consumatori, la diffusione del mobile banking e la crescente disponibilità di dati: fattori che hanno indirizzato il processo di richiesta del credito verso una maggiore velocità, accessibilità e personalizzazione.

L’Osservatorio Digital Lending 2026 riporta alcuni dati interessanti sull’andamento del digital lending in Italia. Vediamoli insieme:

  • il canale preferito è quello mobile, a fronte di un 60% delle preferenze presso i clienti bancarizzati; le previsioni dicono che tale quota dovrebbe raggiungere l’80% nel 2030;
  • l’Internet banking attraversa una fase di stabilizzazione (è al 35%);
  • l’accelerazione è in atto a ritmi moderati, se raffrontata al resto dell’UE, e interessa trasversalmente tutti i comparti del credito;
  • nei mutui, fa notare Deloitte, “la transizione digitale è più graduale ma significativa (+19% CAGR ‘20-‘25)”;
  • la crescita più rapida si annovera tra i prodotti più flessibili e di pratico accesso. Tra questi spicca il BNPL, che fa segnare un +71% CAGR ‘20-‘25, con una predilezione per gli importi brevi;
  • il digital lending nel 2025 ha registrato un +25%: una percentuale considerevole rispetto al 16% del 2024.

In tutto questo i criteri per l’erogazione dei prestiti alle famiglie risultano sostanzialmente invariati, un discorso che vale anche per le imprese. Sono invece più rigorose le norme comunitarie in merito a sicurezza dei processi, uso dell’IA e prevenzione delle frodi.

I modelli di digital lending più diffusi in Italia

Il digital lending in Italia comprende oggi modelli differenti, sviluppati per rispondere a esigenze di credito, importi e modalità di erogazione diverse.

Alcuni puntano sulla rapidità dell’intero processo, altri integrano il finanziamento direttamente nell’esperienza di acquisto o nascono dalla collaborazione tra banche e operatori fintech. Entriamo più nei dettagli.

Prestiti end-to-end, instant lending e credito via app

Tra i modelli che stanno trainando l’evoluzione del digital lending ci sono quelli che consentono di gestire la richiesta di credito in modo completamente digitale: dalla domanda fino all’erogazione del prestito, dunque. Ecco una panoramica di quelli più diffusi:

  • prestiti end-to-end: l’intero iter, dall’identificazione del cliente alla firma del contratto, viene conseguito online: non c’è dunque alcuna necessità di confronto in filiale tra le parti, con un contenimento di tempi, passaggi manuali e complessità operative;
  • instant lending: permette di ottenere una risposta in tempi molto rapidi e, nei casi previsti, un’erogazione quasi immediata. Ciò risulta possibile grazie all’automazione delle verifiche e all’utilizzo di dati aggiornati e affidabili, facilmente reperibili;
  • credito via app: sempre più istituti consentono di richiedere, monitorare e gestire un finanziamento direttamente tramite applicazione mobile. Questo si accorda con la crescente preferenza degli utenti per un’esperienza mobile-first.

Embedded lending, BNPL e partnership banca-fintech

Come abbiamo avuto modo di accennare parlando della situazione del credito in Italia, siamo di fronte a un’apertura verso modelli rapidi e più accessibili, a cui si aggiunge una collaborazione tra operatori finanziari. Ecco un’analisi dei trend principali:

  • embedded lending: la richiesta di finanziamento risulta integrata direttamente all’interno del percorso di acquisto di un prodotto o servizio, evitando al cliente di rivolgersi successivamente a un istituto di credito;
  • Buy Now Pay Later (BNPL): consente di acquistare immediatamente un bene o un servizio, posticipando il pagamento oppure suddividendolo in rate. È la formula più in ascesa, stando ai dati dell’Osservatorio Digital Lending 2026, nel Sud Italia;
  • partnership banca-fintech: un connubio che coniuga la solidità e l’esperienza degli istituti finanziari con l’innovazione tecnologica delle fintech, favorendo lo sviluppo di servizi digitali più rapidi, flessibili e personalizzati.

Open banking e automazione decisionale

Il connubio tra open banking e affordability sta contribuendo a rendere il digital lending sempre più basato sui dati. Previo consenso del cliente, permette infatti di accedere a informazioni finanziarie aggiornate che supportano una valutazione più completa della capacità di rimborso.

Parallelamente, l’automazione decisionale consente di velocizzare l’analisi delle richieste di credito e di ottimizzare i processi operativi.

Il risultato è un percorso più rapido e strutturato, nel quale dati, tecnologie e modelli di valutazione diventano un supporto efficace nel processo di decision making degli istituti finanziari.

I vantaggi per banche, finanziarie e clienti

Dopo aver analizzato a proposito del digital lending i trend più rilevanti, soffermiamoci sui vantaggi per tutte le parti coinvolte. Ecco una panoramica di quelli più rilevanti.

Onboarding più veloce, meno attriti e offerta più personalizzata

L’onboarding digitale, ovvero il percorso di identificazione e acquisizione del cliente, contribuisce a semplificare le fasi iniziali della richiesta di credito, riducendo tempi e attività manuali, complice la digitalizzazione delle verifiche e della raccolta documentale.

Genera inoltre meno attriti, con una riduzione dei passaggi richiesti al cliente, a favore di offerte più personalizzate, supportate da dati aggiornati e da una migliore conoscenza del profilo del richiedente.

Accesso al credito più semplice e customer experience migliore

Il beneficio più rilevante per i clienti del digital lending risiede nel poter richiedere un finanziamento in modo più semplice e flessibile, spesso senza recarsi in filiale.

A ciò si aggiungono una fruibilità del credito distribuita su più canali digitali e procedure più snelle, con un miglioramento dell’esperienza complessiva perché più intuitiva e veloce.

I rischi da presidiare

Il digital lending non è esente da rischi: non è perfetto, è perfettibile. Conoscere tali rischi è il primo passo per un utilizzo consapevole e per un miglioramento in chiave futura in merito alla loro gestione.

Frodi, cybersecurity e dipendenza da terze parti

La crescente digitalizzazione porta con sé anche una maggiore esposizione agli attacchi informatici, a cominciare da quelli relativi ai furti d’identità, particolarmente sofisticati.

Diventa quindi essenziale adottare sistemi di prevenzione delle frodi capaci di verificare identità, transazioni e anomalie lungo l’intero processo di richiesta del credito.

A ciò si aggiunge la necessità di gestire con attenzione la dipendenza da piattaforme e fornitori tecnologici esterni, così da ridurre il rischio di interruzioni operative e garantire la piena continuità operativa.

Sovraindebitamento, esclusione digitale e bias nei modelli di scoring

La sostenibilità del credito, per tutte le parti coinvolte, risulta centrale: a porre l’attenzione su questo aspetto sono anche gli aggiornamenti normativi comunitari.

Il focus risiede soprattutto nel limitare il rischio di sovraindebitamento e, di pari passo, nel favorire l’accessibilità anche per gli utenti meno digitalizzati, sviluppando modelli di scoring trasparenti e monitorando eventuali bias che potrebbero generare valutazioni discriminatorie.

Come rendere il digital lending più sicuro

Per rendere il digital lending più sicuro è necessario integrare dati affidabili, tecnologie avanzate e controlli lungo l’intero processo di valutazione del credito.

In questo contesto, le soluzioni di processi di lending ottimizzati di Experian si pongono a supporto di banche e finanziarie per velocizzare l’analisi delle richieste, migliorare la qualità delle informazioni e rafforzare la prevenzione delle frodi: aspetti oggi centrali per prendere decisioni più informate.